I confini non risiedono nelle cose

Testo critico

Il progetto fotografico affronta il concetto di “confine” tramite la scelta di luoghi vicini a livello geografico e più o meno rilevanti, collocati sul versante tirrenico. La struttura di questo lavoro è basata sull’individuazione prima dei confini gestionali di due stabilimenti balneari (comunale e privato), e successivamente su quella dei confini fra due comuni, due province e due regioni; fino ad arrivare alla linea di demarcazione tra uno Stato e l’altro, nel caso specifico tra Italia e Francia.

Tramite la rappresentazione dei confini gestionali/politici, si intende far emergere il tema dell’identità dell’uomo legata al suo territorio, al suo vissuto personale. Inoltre, si vuole prendere in considerazione ogni fattore psicologico, ambientale e sociale che possa farci sentire differenti o uguali a qualcuno. Motivazioni, ideali, che esaminati da punti di vista differenti, possono prendere importanza o scadere nella banalità. Proprio per tale questione, i cinque confini selezionati, pur essendo collocati all’interno di un percorso di importanza crescente, sono stati trattati con la stessa intenzione formale ed espressiva, con particolare attenzione nei riguardi dell’elemento naturalistico comune: il mare.

Proprio l’acqua evoca l’impossibilità di cogliere separazioni burocratiche e rafforza la volontà di una visione di uguaglianza.

 

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