Sostituzione
Posted on Aprile 15, 2009
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L’atto fotografico, si interpone fra il fotografo e la realtà ritratta dallo stesso.
La fotografia diviene il confine fra due vissuti dell’autore con il soggetto ritratto.
Dopo lo scatto fotografico, la realtà e il tempo si fermano o meglio si trasferiscono in un altro spazio e il soggetto/immagine vive una nuova vita. Il senso delle cose cambia nella mente del fotografo, cambiano priorità e valori.
La fotografia come vissuto mi estranea dalla realtà e mi lega inesorabilmente ad un’immagine.
Nel creare un “legame visivo” con una fotografia “istantanea”, sostituisco la realtà che mi stà di fronte?
Il nuovo legame annulla il precedente?






























Convivenze
Posted on Marzo 25, 2009
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Poesie e Polaroid di Samuele Bianchi - Katia Sebastiani
Testo critico di Maurizio G. De Bonis
Spazi fisici, luoghi della mente
Posted on Febbraio 26, 2009
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Nell’ambito dell’incontro, moderato da Maurizio G. De Bonis, i fotografi Samuele Bianchi e Orith Youdovich raffronteranno due modelli soggettivi di raffigurazione concettuale del mondo interiore, tra riflessione personale e rielaborazione psicologica del vissuto.Gli studi sulla questione della scelta di porzione di realtà da selezionare e sul concetto antifotografico di confine di Samuele Bianchi e le stranianti aperture visuali su una realtà anonima e apparentemente ordinaria elaborate da Orith Youdovich costituiranno motivo di confronto e discussione sul tema della relazione profonda tra sguardo umano, pratica della fotografia e proiezione della sfera interiore del’artista sulla realtà circostante.Immagini contemporanee, dedicata al confronto di idee sul fare fotografia oggi, è giunta alla sua seconda edizione e nasce, oggi, dalla collaborazione e dall’unità di intenti di tre realtà culturali di Roma che operano nel settore delle arti visive e dell’organizzazione culturale: Mocobo - Centro per le Arti e le Culture, Punto di Svista - Associazione Culturale e Zone d’Ombra - Gruppo Fotografico. Lo scopo di Immagini Contemporanee è quello di stimolare il dibattito e il confronto aperto e democratico, sotto forma di dialoghi pubblici tra addetti ai lavori, fotografi, critici, operatori culturali, curatori, galleristi, cineasti, appassionati di arti visive e a chiunque voglia approfondire il proprio rapporto con la fotografia e il cinema.Articolo completo su:http://www.puntodisvista.net/2009/02/immagini-contemporanee-dialoghi-fotografia-samuele-bianchi-orith-youdovich/
Immagini contemporanee - Incontri sulla fotografia
Posted on Febbraio 24, 2009
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http://www.puntodisvista.net/2009/02/immagini-contemporanee-dialoghi-fotografia-samuele-bianchi-orith-youdovich/
Convivenze - La pubblicazione
Posted on Febbraio 24, 2009
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La collaborazione con Katia Sebastiani è approdata a questa pubblicazione, che per il momento ha avuto una tiratura limitata di 20 copie firmate e numerate dagli autori.
Il piccolo libro ha la particolarità di avere le poesie stampate su carta semitrasparente, permettendo di leggere comodamente i testi e allo stesso tempo di intravedere le Polaroid.
Due letture separate ma unite allo stesso tempo, questo era il volere di noi autori.
Vulnerabilità partecipa ad “Una foto per…”
Posted on Ottobre 30, 2008
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Il 18 novembre 2008, per il secondo anno consecutivo, Insieme per i Bambini onlus, in collaborazione con il LuccaDigitalPhotoFest, e L’agenzia fotografica Contrasto, presentano l’asta a scopo benefico di opere fotografiche “Una foto per…”, un’occasione unica dove la fotografia diventa lo strumento per fare del bene.
Presso lo spazio FORMA di Milano si terrà l’asta di opere fotografiche donate dagli autori ad Insieme per i Bambini onlus. L’intero ricavato verrà utilizzato per sostenere il Progetto Multi-com dell’associazione Esagramma di Milano.
Per maggiori informazioni consultare
www.insiemeperibambini.it
Qualcosa è cambiato?
Posted on Ottobre 16, 2008
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Questa è la domanda che mi sono subito posto, dopo aver partecipato ad un gruppo di lavoro che si proponeva di parlare di fotografia e non di fotografie, come scrive Maurizio G. De Bonis nel suo articolo che vi invito a leggere su Cultframe. La risposta dovrò trovarla nel mio “lavorio”, nelle mie prossime esperienze fotografiche.
Storia di un esperimento
Tre giorni sulle colline di Prato per riflettere sul senso del fare/studiare fotografia.
http://www.cultframe.com/2008/10/storia-di-un-esperimento-tre-giorni-sulle-colline-di-prato-per-riflettere-sul-senso-del-farestudiare-fotografia/
Maurizio G. De Bonis
Direttore Cultframe – Arti Visive e Comunicazione
www.cultframe.com
Un Viaggio verso la fotografia
di Rosa Maria Puglisi
http://specchioincerto.wordpress.com/
http://specchioincerto.wordpress.com/2008/10/19/un-viaggio-verso-la-fotografia/
Sagra di addio - Katia Sebastiani
Posted on Luglio 17, 2008
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La poesia può permettersi
di Elio Grasso
Ci sono poeti che difendono la parola, e poeti che difendono la vita. Con la poesia ci si può permettere davvero tutto, o meglio, la poesia può “permettersi tutto” come scrisse una volta Marie-Louise Lentengre a proposito di un autore a lei caro. E appunto lo si vede in modo particolare nelle pubblicazioni che conducono la loro battaglia nel settore. I libri promessi, i libri arrivati e che richiedono riflessioni, poi, sono moltissimi, e lo spettro d’azione richiama una specie di foresta selvaggia, in piena luce, esposta come forse mai prima d’ora. Realtà e sentimento, imitazioni e cose belle o incongrue, sono tutte lì, a difendersi e a cercare di coglierci in qualche attimo di disattenzione. Il tempo ha la sua celebrazione in questo libro di Katia Sebastiani (conosciuta per la prima volta nell’interessante antologia Subway 2004-2006), e si potrebbe dire che qui anche lo spazio ha un suo approdo positivo, rendendo pubbliche con autorevolezza le coordinate esatte di un accadimento (“Credo che quella casa / a rovina sul mare / facesse parte del disegno / e a lungo avrai studiato / il come e il quando…”). Incidere tempo e spazio, in questo caso, attesta l’incredibile estensione verso una realtà tragica. Più che un rapporto con essa, si diventa testimoni di un destino senza opportunità ulteriori, se non quelle che derivano dalla forza che spinge oltre. Perché un poeta non può fare altro. Rinunciare alle vie lessicali più complesse ha il suo peso (Beckett avrebbe qualcosa da insegnarci a tal proposito), si affrontano rischi ben conosciuti, ma per tenersi viva nel suo nucleo avventuroso questa poetessa decide ogni volta di parlare come se fosse ancora “lì”, durante lo svolgersi del nastro inesorabile del tempo. E lì parla, anche grida, oppure indulge a parole più sommesse, come se volesse regalare qualche respiro in più al proprio scrivere. Perché di questo si tratta, alla fine, di alimentare la propria poesia, dargli nuove possibilità propulsive, perché sul resto non c’è più controllo, sulle cose accadute si può soltanto parlare discutere o litigare. Katia Sebastiani si addentra nei nodi che danno direzione alla realtà, gettando una sfida sul crinale, da dove si vedono le scie di un viaggio iniziato e sospeso, e la moltitudine di lievi impronte lasciate alle spalle di una vita interrotta. Il senso unico della sua ricerca ha dei limiti ben precisi, per esempio non si può assottigliare la propria lingua al limite della comprensibilità, la scelta di un esilio pone fine una seconda volta alla realtà. Il vestito di una strofa coincide con i vestiti di qualcuno che non c’è più e che nessuno mai userà più. Bisogna intendersi su questo, c’è una coincidenza determinata fra le due cose, e qui sta il legame con il dolore, con il paradosso che ci lega allo stare al mondo. Non esiste immaginario nelle poesie di Katia Sebastiani, le parole stridono e forse vorrebbero ribellarsi di fronte a tanta crudezza, ma non c’è nulla da fare, il nuovo qui sta nel corto circuito fra antecedenti e scelta di una lingua. Questa è veloce, diretta, usata dentro a versi telegrafici, corredati di molte sospensioni. Il fiato corto che sa ridurre la scala di un mondo che altrimenti non si può contenere tutto nella propria stanza. O nel giardino che si coltiva alacremente. Una poesia che non concede di esporsi, se non fosse che in questo libro il tema è unico, martellante, e allora forse non è il caso di fare dichiarazioni d’intenti. I testi presenti nell’antologia citata avevano altri riferimenti per la poetessa, lì l’esperienza quotidiana veniva consegnata ai minimi termini, la dimensione del diario serviva a mettere sullo stesso piano le ore del giorno e le ore della scrittura. Una sovrapposizione di tempi diversi tutti da decifrare, avendo il tempo fra un servizio e l’altro (“Il mondo non è / una scrivania dove riponi / inchiostri indelebili / dentro scatole ermetiche.”). Ma la poesia fa le sue rivoluzioni anche dentro la storia personale di questa poetessa toscana. Ha reso forte la sua visione, tanto da renderla visionaria, con quel tanto di eccesso di cui si ha sempre bisogno, quando si ha a che fare con le traiettorie del reale. C’è un’esattezza in tutto questo, che rende inevitabile la comunicazione con il libro. A passi decisi Katia Sebastiani ci investe di qualcosa fatto per tutti. Dopo il disastro, occorre un addio. E se c’è un merito da comprendere, proprio da qui bisogna partire.
http://www.lietocolle.info/it/sebastiani_katia_sagra_di_addio.html
Immagini del Gusto
Posted on Maggio 13, 2008
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Mostra Nazionale Centro della Fotografia d’Autore - Bibiena
dal 1 Giugno al 7 Settembre 2008
L’esposizione si snoda lungo le vie cittadine, entra nei negozi e nei luoghi di consumazione dei cibi. Una scuderia dismessa, androni del centro storico, vicoli e piazze, piccole corti, tutto il paese è sede di una parata fotografica. Nel giorno dell’inaugurazione della grande mostra di oltre 1000 fotografie sono stati organizzati eventi gastronomici di degustazione, occasioni conviviali, convegni tematici, proiezioni e accadimenti musicali. Il percorso espositivo diventa quindi un viaggio nella cultura gastronomica italiana, una forte interpretazione degli stili di vita della contemporaneità e un momento di riflessione sul linguaggio fotografico.
E’ stato realizzato un libro fotografico che riassume il percorso ad oggi compiuto, analizza le tematiche affrontate dagli autori ed è completo di testi critici che rilevano l’importante risultato collettivo raggiunto.
FIAF - Federazione Italiana Associazioni Fotografiche
www.fiaf-net.it
Centro Italiano della Fotografia d’Autore
via delle Monache, 2 - 52011 Bibbiena (Arezzo)
Tel. 349 2335011
www.centrofotografia.org
info@immaginidelgusto.org
Convivio. Il banchetto dei fotografi.
Posted on Maggio 13, 2008
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Curato da Cristina Paglionico
Palazzo Albertini - Forlì
dal 24 maggio al 5 giugno 2008
Un progetto collettivo trasversale, cui hanno aderito 45 autori provenienti da molte regioni italiane. Ognuno ha rappresentato il ritmo della propria giornata attraverso la scansione dei pasti: l’intimità annebbiata della colazione, il momento spesso pubblico del pranzo, il recupero del calore famigliare della cena. Eppure tutte le soluzioni sono diverse, inaspettate, fortemente interpretative.
autori: Chiara Alocchi, Andrea Angelini, Angela Maria Antuono, Massimo Bardelli, Mario Beltrambini, Samuele Bianchi, Silvano Bicocchi, Domenico Bressan, Cinzia Busi Thompson, Silvio Canini, Dervis Castellucci, Tiziana Catani, Marco Cavina, Romano Cicognani, Gianluca Colagrossi, Lorella Coloni, Maria Teresa Crisigiovanni, Loredana De Pace, Renata Deganello, Moreno Diana, Beatrice Diana, Andrea Drei, Maria Letizia Gabriele, Enrico Genovesi, Antonio Grassi, Attilio Lauria, Maurizio Leoni, Anna Maria Mantovani, Robert Marnika, Cristina Paglionico, Marianna Paglionico, Mary Pasquali, Claudio Pastrone, Ettore Perazzini, Luca Pirazzini, Alberto Placidoli, Claudia Romiti, Omero Rossi, Franco Rubini, Michele Spinapolice, Simone Tomaselli, Ezio Turus, Massimiliano Vassura, Maria Vodarich, Marinella Zonta


