Convivenze
Poesie e Polaroiddi Samuele Bianchi - Katia Sebastiani
Testo critico di Maurizio G. De Bonis
http://www.cultframe.com/2009/03/convivenze-poesie-e-polaroid-un-libro-di-samuele-bianchi-e-katia-sebastiani/
Mi devo preparare
a quella infinitesima
frazione di secondo
in cui mi lascerai.
Lo devo fare ora,
perché ci sei.
animali preistorici
stanchi.
Quante volte invocherò il tuo nome,
e aspetterò che torni
da me, anima mia.
in linea retta il prato.
Eppure non esisto.
Entrano grida e voci
silenzi con motori,
e giallo pallido
il muro che mi tiene il fianco,
entra la sera.
Qui nasce il salto
da un male calcolato slancio,
salterei giù
dalla finestra aperta,
fibra di vita
ingiustificata.
su paesaggi marini
nei cortili assolati o seguendo
gli slarghi del pensiero,
ci dobbiamo incontrare.
Io avrò ancora sedici anni,
per te. Spariranno le rughe
con l’affanno dei giorni.
Tu sarai Marte
per me come allora,
la tua Venere io
vestita leggera.
questa carne bianca sopra il letto.
Sono mazzi di vaniglia
le mie braccia
tese che ti chiamano.
E tu sarai in me,
donna dentro immenso
corpo di donna. La parola oscenità
per sempre messa al bando
navigheremo così,
comprese per l’eternità.
E’ un fazzoletto logoro
dove crescono stupiti fili d’erba.
Un residuo inutile di spazio,
che separa piste di catrame.
selvatica per me,
e fiori di campo.
Al più, lungo il viaggio
chiazze di verde sciatto
e ostinato, o il corpo malato
tutto ostinazione
di un oleandro in vaso a segnarmi
il confine di stazione.
Potrei gettarlo tra le pietre incatramate
che bloccano la rotaia.
Potrei affogarlo in un bicchiere di gazzosa,
o spappolarlo contro
una giornata tersa.
Purché si muova purché
torni a mostrare il suo essere rosso
per elezione.
E la smetta di mandare sorrisi
cortesemente a chi siede di fronte.










