Sostituzione
L’atto fotografico, si interpone fra il fotografo e la realtà ritratta dallo stesso.
La fotografia diviene il confine fra due vissuti dell’autore con il soggetto ritratto.
Dopo lo scatto fotografico, la realtà e il tempo si fermano o meglio si trasferiscono in un altro spazio e il soggetto/immagine vive una nuova vita. Il senso delle cose cambia nella mente del fotografo, cambiano priorità e valori.
La fotografia come vissuto mi estranea dalla realtà e mi lega inesorabilmente ad un’immagine.
Nel creare un “legame visivo” con una fotografia “istantanea”, sostituisco la realtà che mi stà di fronte?
Il nuovo legame annulla il precedente?





























